Con “SicuraMente” il teatro arriva a scuola per educare al rispetto e prevenire la violenza di genere
Il teatro come strumento educativo, culturale e relazionale è al centro del progetto SicuraMente, un percorso culturale ideato da Fondazione Giulia Cecchettin ETS e Zelda Teatro, con il contributo della Regione del Veneto e la collaborazione di Rete Sicura.
L’iniziativa è rivolta alle scuole secondarie di secondo grado per accompagnare studenti e studentesse in una riflessione sul rispetto, sugli stereotipi di genere e sulla violenza contro le donne.
Il progetto nasce nell’ambito della campagna regionale “Sicura, Rete Regionale del Veneto per il sostegno alle donne” e intende contribuire alla costruzione di una cultura condivisa della non violenza, della parità e della responsabilità collettiva.
Non solo uno spettacolo: un percorso prima e dopo la scena
La prima fase prevede un incontro laboratoriale nelle classi aderenti, indispensabile per introdurre i temi del percorso e creare immediatamente un contesto di ascolto, attenzione e partecipazione.
L’obiettivo, infatti, è accompagnare studentesse e studenti alla visione attraverso strumenti di lettura e comprensione sui temi delle relazioni, degli stereotipi di genere, del rispetto, del linguaggio, del consenso e della responsabilità personale e collettiva, con particolare attenzione alla gelosia, alla libertà nelle relazioni e al riconoscimento delle dinamiche di controllo e delle relazioni tossiche. Un vero e proprio laboratorio partecipativo in cui possano emergere domande, pensieri e riflessioni in un clima collaborativo e protetto.
La seconda fase porterà i ragazzi a teatro per assistere alla rappresentazione di “Noi – Credevo fosse amore”, spettacolo scritto e diretto da Filippo Tognazzo, prodotto da Fondazione Giulia Cecchettin ETS e Zelda Teatro.
Nello spettacolo, gli attori Ludovica Ferraro e Riccardo Rampazzo raccontano le vicende di due giovani, Lui e Lei, intrecciando le loro storie alle voci di persone che fanno parte delle loro vite: amici, familiari, insegnanti, psicologi e operatori.
Il racconto affronta temi quali conflitto, senso del limite, rispetto e ascolto reciproco, in un percorso di crescita verso la consapevolezza.
Lo spettacolo sarà in scena a Vicenza il 16 novembre 2026, presso il Ridotto del Teatro Comunale; a Rovigo il 22 dicembre 2026, presso il Teatro Sociale; a Venezia il 2 febbraio 2027, presso il Teatro Carlo Goldoni; a Padova il 18 febbraio 2027, presso il Cinema Teatro Don Bosco; e a Treviso il 31 marzo 2027, presso il Teatro Mario Del Monaco (altre date sono in via di definizione).
A conclusione, seguirà un momento di dialogo con Gino Cecchettin e Filippo Tognazzo.
La fase conclusiva del percorso prevede un incontro di approfondimento successivo alla visione dello spettacolo, pensato come momento di rielaborazione, confronto e consolidamento degli stimoli emersi.
L’incontro permetterà alle classi di trasformare l’esperienza teatrale in un’occasione educativa condivisa, favorendo la parola degli studenti, il confronto guidato e l’approfondimento dei temi affrontati.
Questa fase sarà orientata a rielaborare l’esperienza vissuta durante lo spettacolo e rafforzare competenze comunicative, emotive e relazionali sarà modulata in base all’età degli studenti coinvolti e supportata da un questionario di monitoraggio.
“SicuraMente: Teatro, Scuola e Prevenzione della Violenza – Spettacolo teatrale dal titolo Noi – Credevo fosse amore” ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica.
La frase corretta da utilizzare nella nostra comunicazione digital è:
L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, conferita quale premio di rappresentanza: un riconoscimento che accompagna l’avvio del percorso e che sottolinea l’alto valore educativo e sociale del progetto.
